NEGOZIAZIONE ASSISTITA

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Il 9 febbraio 2015 è entrata in vigore la negoziazione assistita, disciplinata dal Capo II del D.L.132/2014 convertito nella L.162/2014. Nuova procedura dall’intento conciliativo che si cumula e che si accoda alla procedura di risarcimento ordinaria codificata dagli artt. 144 e ss. del codice delle assicurazioni.

Tutto ciò cosa significa, che in presenza di un danno da circolazione di natanti e/o di veicoli a motore, il danneggiato , dopo aver esperito l’ordinaria procedura di costituzione in mora prevista dal codice delle assicurazioni, qualora non fosse riuscito ad ottenere l’agognato risarcimento dalla compagnia assicuratrice obbligata, non potrà agire in giudizio ma dovrà nuovamente avviare un’ulteriore procedura conciliativa tramite il proprio avvocato al fine di invitare nuovamente la compagnia a corrispondere il dovuto. Soltanto qualora anche questa, trascorsi 30 giorni dalla formulazione dell’invito, dovesse avere esito negativo o per mancata adesione dell’’impresa invitata o per suo silenzio-rifiuto, si potrà finalmente accedere alla fase giudiziale. A cosa serve tutto questo? La relazione illustrativa del provvedimento afferma che l’obbligatorietà della negoziazione assistita sarebbe finalizzata ad <<accrescerne l’efficacia in chiave deflattiva>>.
Quello che il provvedimento non considera (strana amnesia!!) è che nel nostro ordinamento esiste già una speciale disciplina conciliativa che impone alle parti coinvolte in un sinistro stradale (il danneggiato e l’assicuratore del responsabile civile e del vettore nel caso di indennizzo diretto) di svolgere una procedura molto articolata a livello normativo nel corso della quale vi è un pieno, completo e necessario dialogo documentale tra le parti coinvolte quale necessario presupposto del successivo accordo transattivo; attività per di più esercitata sotto il controllo di una pubblica autorità (l’Ivass). Possiamo quindi agevolmente affermare che questa nuova procedura di ADR nel settore dei danni da circolazione stradale non produrrà alcun effetto positivo se non quello di incidere ulteriormente solo ed esclusivamente sulla posizione del danneggiato allungando i tempi dell’atteso risarcimento.

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